martedì 3 giugno 2014

Nuovo Ordine Mondiale

Anno solare 14 del Terzo Millennio.
154° giorno di Resistenza.

C'è stato un tempo in cui ero una persona serena.
Ho passato l'infanzia nell'ignoranza e così gli anni a venire, fino al 2011.
Ero davvero serena, camminavo scalza, non ero ancora ingobbita dall'ansia febbrile del pattugliamento di ogni angolo della casa e andavo in bagno di notte senza problemi di sorta.

Il trasferimento a Roma inizialmente non sembrò recare particolari squilibri alla mia serenità interiore.
Tutto accadde quando tornai dall'Erasmus e dovetti cambiare casa.
Il nuovo alloggio era vuoto da qualche mese e aveva gli ovvi problemi di tutti gli alloggi vuoti da qualche mese, ma non avremmo mai immaginato che quel che sarebbe accaduto avrebbe cambiato per sempre le nostre vite e la sicurezza in noi stesse.

Dapprima mia sorella urlò.
Una mattina, mentre si stava rimettendo gli stivali, lasciati sul terrazzo per la notte, una sentinella del battaglione di cui poi incontrammo altri elementi, cadde dallo stivale stesso, causando panico e terrore.
Il ritrovamento di altre due, forse un'esploratrice e un cecchino non ci lasciò alternativa.
Scegliendo la strategia di non fare prigionieri, ci rivolgemmo a una tattica difensiva che prevedeva l'utilizzo di polveri bianche con cui cospargere il perimetro interno della casa, cosa che effettivamente ci ha mantenuto al riparo da ulteriori incursioni negli anni a venire.

Ma ormai il sasso era stato lanciato e qualcosa dentro di me si era spezzato.
Ormai sapevo che non ero al sicuro da nessuna parte.
Venne l'estate e Roma si popolò di legioni del Male in ogni angolo della città.
Le zone umide e il putridume dell'immondizia erano i loro quartier generali, da dove preparavano piani di conquista per l'intera Capitale.
Se ne vedevano dappertutto, uscivano la notte e popolavano ormai anche i miei peggiori incubi.

Il trasferimento coatto a Milano, seppur accolto con grande amarezza, mi diede per qualche giorno l'illusione che nella fredda Capitale del Nord non avrei avuto di che preoccuparmi troppo in merito alla Nera Orda che giungeva da Sud e, in caso, avrei avuto tempo per organizzare una difesa efficiente.
Niente di più sbagliato!

Una cara amica trasferitasi qui prima di me mi aveva già avvertita di qualche avvistamento in casa sua, che l'aveva costretta, una volta, a non poter scendere dal letto e a chiamare soccorsi tanto era stato aggressivo l'attacco.
Ebbi a comprovare che non esagerava affatto.
Durante un breve soggiorno presso la sua dimora, un provvidenziale allagamento del bagno ci permise di stanare una delle loro sentinelle di guardia che aveva allestito un accampamento stanziale proprio in quel luogo.

Ormai non c'era più niente da fare.
Di notte avevo incubi su una colonizzazione a livello mondiale, in cui gli esseri umani sarebbero stati ridotti in schiavitù e i più fortunati costretti a ritirarsi in caverne e nutrirsi di radici.
Mi sentivo loro preda in ogni momento, me le sentivo addosso, fameliche, ne sentivo il tramestio nelle orecchie tutto il giorno.

Quando presi casa ero già ormai prossima alla paranoia patologica e la prima cosa che chiesi agli inquilini, prima ancora di firmare il contratto fu se ci fossero stati avvistamenti nell'ultimo anno, consapevole che ormai la guerriglia impazzava in ogni quartiere.
Non c'era modo di fermarle.
Nemmeno la loro risposta negativa mi tranquillizzò.
Io sapevo che sarebbero arrivate.
E mi avrebbero divorato il cuore.
Era solo questione di tempo.

Sono ormai barricata in casa da quattro giorni, ho con me ogni arma utile allo scopo, spray, polveri, trappole, veleni vari.
Le sto aspettando.

Se state leggendo questo mio scritto, vuol dire che mi hanno presa e che potrebbero ancora aggirarsi in casa.
Fuggite!

Racconto tratto da "Una vita contro le blatte"
di Enrica Antonini

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