giovedì 7 marzo 2013

Lettera aperta a Beppe Grillo


Oggi sul Times è uscita questa intervista a Beppe Grillo, sintetizzata e tradotta dal Globalist.it, qui.
Ho letto tutta l'intervista (in inglese) che si trova in calce all'articolo del Globalist.it che invece ne sintetizza solo alcuni punti e ho potuto notare la genuinità della sintesi e della traduzione in italiano.

Dice Grillo all'intervistatore del Times: "There’s a rule in our movement. We don’t make agreements with parties. Whoever joined our movement signed on to this. If you enter into a movement like this, it’s a rule you agreed to. There’s nothing to decide. If you go play soccer, do you say you want to score goal with your hand? No, it’s only with your foot. Accept the rules."

Che viene così tradotto: "C'è una regola nel nostro movimento: noi non facciamo accordi con i partiti. Chiunque ha aderito al nostro movimento l'ha sottoscritta. Se tu entri in un movimento come questo, c'e' una regola che hai accettato. Non c'è niente da decidere. Se tu giochi a calcio, dici che vuoi segnare un goal con la mano? No, si segna con il piede. Si accetta la regola".

Non cito questa frase perché la ritengo la più importante dell'intervista né voglio, attraverso questa frase, enucleare l'intero contenuto dell'intervista che potete tranquillamente andare a leggervi nella sua interezza, cito questa frase perché credo che qui si trovi esattamente il nucleo della mia critica al MoVimento.

Ecco, dunque, la mia lettera aperta a Beppe.

"Caro Beppe, la metafora calcistica che usi in quest'intervista per spiegare perché non intendete dare la fiducia al PD, ossia che la regola aurea del MoVimento è "non si fanno accordi coi partiti" è molto utile anche a me per mostrarti le cose da un'altra prospettiva e dirti che nel momento in cui hai depositato un simbolo e hai deciso di partecipare alle elezioni politiche italiane presentando delle liste con dei candidati che sarebbero diventati parlamentari, hai anche tu accettato di "giocare a un gioco": quello di governare l'Italia. Questo ti mette nella posizione, per tua stessa ammissione  rispetto al calcio, di sottostare alle regole del gioco. Gli otto milioni e mezzo di italiani che ti hanno votato, lo hanno fatto perché tu entrassi in Parlamento e dessi una svolta a questa politica. Una svolta epocale.

Ora i casi erano tre. O prendevi il 51% e bella lì, facevi il tuo governo e attuavi tutti i tuoi punti programmatici con una solida maggioranza, o prendevi meno del 4% e altrettanto bella lì, flop totale, tutti a casa (voi) oppure succedeva quel che è successo. Ossia che prendessi una percentuale tale da renderti una forza RILEVANTE nelle geometrie che si sono create.

Ora, nel gioco della politica, se ti impegni per entrare in Parlamento, una volta che ci sei devi prenderti le tue responsabilità, soprattutto nei confronti delle persone che ti hanno votato. E' un dovere verso questa res publica che hai deciso di cominciare a maneggiare.
Non puoi dire 'Ah no, ma io volevo solo entrare e fare opposizione a tutto e a tutti di default'.
Perché così stai cercando di pervertire le regole, di piegarle ai tuoi capricci, per giunta paventando l'ipotesi che Berlusconi torni a governare (ah già, ma per te son tutti uguali) cosa che sarebbe solo che un danno per l'Italia.
Non hai preso il 51%, mi dispiace, non puoi fare come vuoi, devi stare alle regole del gioco a cui hai deciso di giocare.

Altrimenti invece che presentarti alle elezioni politiche prendevi su torce e forconi e facevi la marcia su Roma.

Cordialmente,
Enrica."

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