sabato 1 dicembre 2012

Dell'esistenza delle angurie e dei diritti delle stesse


Ebbene sì.

Al mondo esistono le angurie.
E ve ne dovete fare tutti una cazzo di ragione.

Le angurie rientrano nella categoria di quelle cose commestibili delle quali ci si chiede come sia stato scoperto che sono tali. La categoria annovera, tra i suoi esempi più illustri, i ricci di mare, le cozze, le ostriche, il cocco e le castagne.
Per non parlare poi di lumache e formaggi con i vermi.

Voglio dire, come gli sarà venuto in mente, al primo uomo che ha mangiato tutte queste cose, che, pallette piene di aculei, gusci viscidi ricoperti di alghe marine, oggetti sferici e coriacei e formaggi ammuffiti potessero essere cose buone da mangiare?

La risposta tipica a questa domanda evidentemente provocatoria è: LA FAME.

Per alcune delle cose elencate, mi continua a riuscire difficile questa spiegazione, ma ammettiamo che sia stato così.
Ebbene la fame è una necessità. E la necessità spesso ci fa sviluppare capacità che non credevamo di possedere, ci fa oltrepassare i nostri limiti e ci fa scoprire cose che, non ci fossimo trovati in quel particolare stato di - appunto - necessità, probabilmente non avremmo mai scoperto.

Altre volte, però, volendo elevare l'essere umano dalla posizione di mero espletatore di istinti materiali a essere pensante e senziente, è la curiosità che ci spinge a interessarci alle cose delle quali non conosciamo la natura o la funzione. E voglia sempre - Inserire divinità a propria scelta - che sia così. Se l'essere umano non avesse una natura curiosa, probabilmente non avremmo scoperto un fantastiliardo di cose.

Il Caso, inteso proprio come evento casuale (cade un cocco a terra, si rompe e l'omino di quell'epoca vede che dentro c'è roba forse commestibile e, dopo averla assaggiata, decide che i bagnanti di ogni spiaggia italiana non potranno mai più vivere senza quella prelibatezza BELLA e FRESCA) chiude questa breve rassegna di motivi per cui è bene rompere un cocco, provare a mangiare un formaggio ammuffito, penetrare - sprezzanti del pericolo - pallette coperte di aculei per vedere cosa c'è dentro e tentare di aprire conchiglie piatte ed oblunghe vincendo lo schifo derivante dalla copertura viscida che sicuramente esse portavano seco.

Per tutto il resto dei casi, non c'è nessunissimo valido motivo che vi autorizzi a scorticare, violentare, grattugiare, intagliare, squartare, incidere, sbucciare, scartavetrare e puntellare il guscio di un'anguria - costruito a fatica in anni e anni di trinceramento dietro quella rassicurante e coriacea buccia verde - per vedere se dentro è commestibile.

Lo è.
E' anche morbida e dolce.

Ma non c'è nessun motivo per costringerla a farvelo vedere.

1 commento:

  1. Quindi la prossima teglia di cozze gratinate me la potrò mangiare solo quando avrò veramente necessità? Questo potrebbe essere un problema.

    RispondiElimina